Come descrivere una vera e propria icona vivente della moda e, principalmente, degli abiti da sposa come Vera Wang.

Nata a New York City da facoltosi immigrati cinesi nel 1949 e cresciuta a Manhattan nell’Upper East Side, la crescita accademica e lavorativa di Vera Wang è costellata di prestigio, come gli studi presso la Chapin School di New York e la Sorbonne di Parigi, e successo; pattinatrice di talento con riconoscimenti nazionali in campo agonistico in tenera età, poi senior editor per Vogue per 15 anni e creative director per Ralph Lauren.

Il momento della svolta è proprio il suo matrimonio, un vortice di idee per come dovesse essere il suo vestito nel fatidico giorno e nessun designer che avesse prodotto un capo che fosse come lo aveva immaginato. Si affida ad una sarta per la realizzazione, e con un budget da 10mila dollari progetta il suo vestito ideale. Tutto è allineato per aprire il suo atelier a New York, Madison Avenue, 1990. Oltre a creazioni di Laroche, Dior e Carolina Herrera inizia ad esporre i suoi design. l’interesse di tutti è immediato e dal 1994, anno in cui disegna un accessorio di perline per Nancy Kerrigan alle Olimpiadi, la scalata è inarrestabile.

Jennifer Lopez, Chelsea Clinton, Anne Hathaway, Charlize Theron, Mariah Carey, Kim Kardashian, Victoria Beckham, sono solo alcune delle star che, nel tempo, hanno scelto lo stile Vera Wang per il loro matrimonio.

Uno stile tanto variegato ed eclettico quanto legato al classicismo della sartoria francese, uno stile che nel tempo ha creato un nuovo immaginario di abiti da cerimonia che potesse coniugare corsetti a vista e fiocchi oversize con elaborati dettagli di pizzo e lunghi guanti di pelle, tagli scultorei e ricami in stile gotico. Uno sguardo poetico ed anticonformista ma fortemente metropolitano ha reso il brand Vera Wang un’icona assoluta di haute couture ed esempio fulgido di approccio alla stessa.

“Attraverso i miei progetti voglio esprimere rispetto, rispetto per il processo di progettazione. Rispetto per la qualità. Rispetto per l'immaginazione e l'individualità. Ma soprattutto rispetto per le donne”.

Un presente di tessuti sostenibili e abiti accessibili per prezzo e taglia conferma l’assoluta grandezza di una designer che ha rivoluzionato il settore e continua a stupire.

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